Imparare una lingua? Mai più – ora basta un auricolare

E-Post: Le lingue della scandinavia

Die ewigen Weiten Skandinaviens. Sie schenken uns romantisch geprägte Vorstellungen, in die einige von uns gerne mal abschweifen. Ewige Tundra, «You are the dancing Queen» singende, blonde Amazonen auf Rentieren und Lordi. Ihre Sprachen, so melodisch und manchmal melancholisch anmutend, verlocken viele zur Annahme, dass die Sprachen der Skandinavier ein und dasselbe sind. Nur, was sind diese Sprachen eigentlich? Woher kommen sie? Und wie vertragen sich eigentlich falsche Freunde?

Skandinavische Sprachen – TRANSLATION-PROBST AG

Skandinavische Sprachen kennen feine, aber entscheidende Unterschiede.

Drei Sprachen zum Preis von einer
Seien Sie jetzt ganz stark! Auch wenn man in schwachen Momenten dazu neigt, Dinge in die gleiche Schublade zu stopfen, so verdienen die drei Schwestern Svenska, Norsk und Dansk zumindest ihr eigenes Fach in dieser Schublade. De facto sind sich die festlandskandinavischen Sprachen aus linguistischer Sicht sehr ähnlich. Auch sprachhistorisch entspringen Sie einer gemeinsamen Wurzel. Schon im Schriftbild sieht man sofort, dass diese Sprachen miteinander verwandt sein müssen: vad heter du? / hva heter du? / hvad hedder du? (Wie heisst du?). Fakt ist aber, dass Norwegisch und Dänisch keine Dialekte des Schwedischen sind.

Drei Sprachen mit einer Klatsche
Egal, ob man nun Svenska, Norsk oder Dansk spricht oder lernt, es sind dankbare Sprachen. Die Kompetenz in der einen Sprache eröffnet mit etwas Übung das Verständnis in den anderen. Das heisst aber noch lange nicht, dass Schweden und Norweger die Dänen problemlos verstehen oder vice versa. Nur einen Kötbullar-Wurf entfernt war es dank der geografischen, aber auch politischen Lage der Länder möglich, über Jahrhunderte hinweg ihr Sprachinventar auszutauschen oder durch Dominanz den Wortschatz zu prägen. Das war vor allem in Norwegen unter der Herrschaft Dänemarks möglich. Die Aussprache unterscheidet sich zwar hörbar, dennoch teilen beide Sprachen einen ähnlichen Wortschatz. Auch Schwedisch und Norwegisch nähern sich in ihrer Aussprache an, nutzen aber teils ein anderes Vokabular.
Sprachen mit einer so engen Verwandtschaft und geografischen Nähe teilen sich schwesterlich das Vokabular. Stimmt! Aber nur bedingt. «Falsche Freunde» − das sind Wörter, die gleich geschrieben und ausgesprochen werden, aber jeweils eine andere Bedeutung haben – sorgen für so manch feuchtes Auge; Bezeichnet ein Däne einen Norweger als nett, nennt er ihn rar – der Norweger wird aber recht verärgert sein, denn wer wird gern als «seltsam» bezeichnet? Möchte sich der Norweger hingegen sein kneppe, also sein Hemd, zuknöpfen, dann möchte ich lieber unkommentiert stehen lassen, woran der Däne hier denken könnte … Nun ja, interkulturelle Kommunikation birgt einige Fallen.

Was ist mit Finnisch?
Vorweg möchte ich anbringen, dass Finnisch und Schwedisch nicht dasselbe sind. Auch wenn einige hartnäckig an diesem Glauben festhalten wollen. Es lohnt sich auch hier der Vergleich: vad heter du? vs. mikä nimesi on? Grund für diese Differenz ist die Herkunft des Finnischen. Als uralische Sprache unterscheidet sich Finnisch einfach in ALLEM von den anderen Sprachen. Andere Grammatik, anderer Wortschatz und viiieele Fälle – nämlich 15! Zum Vergleich: Das Deutsche kennt gerade einmal vier, wovon der Dativ dem Genitiv sein Tod ist und somit, zumindest umgangssprachlich, nur drei Fälle übrig blieben.

61!
…das ist die Anzahl der Buchstaben, die das längste Wort des Finnischen zählt. Schauen Sie mal, welche Wunder der Linguistik das Finnische bereithält und lesen Sie es für sich einmal laut vor: lentokonesuihkuturbiinimoottoriapumekaanikkoaliupseerioppilas. Na? Sie sehen das Wort vor lauter Buchstaben nicht mehr? Beschreibt dieses Wurm-Wort (in der Fachsprache auch Kompositum genannt) nun eine besondere Praxis der finnischen Sauna? Leider nein. Ganz unromantisch handelt es sich hierbei «nur» um einen «Flugzeug-Jet-Turbinenmotor-Assistenz-Mechaniker, Unteroffizier, in der Ausbildung». Sowieso lieben Finnen Komposita. Ein deutscher Satz kann im Finnischen durch nur ein Wort ausgedrückt werden … und genau das führt dazu, dass ganz Europa die Finnen für schüchtern und schweigsam hält … höpö höpö (was ein Quatsch).

Lange Wörter kurzer Sinn. Würde Abba auf Schwedisch singen, würde man sie auch in den anderen skandinavischen Ländern verstehen, solange sie sich nicht überschwänglich falscher Freunde bedienen. Die Finnen hingegen verlieren sich in ihren langen Wörtern und vergessen manchmal, wie der Satz in einem Wort beendet werden wollte.

Kippis! Trinken Sie ein Glas Bier, wenn Sie das nächste Mal mit einem Dänen reden möchten.

Ihr Kai John vom Team der TRANSLATION-PROBST AG

Skandinavische Sprachen – TRANSLATION-PROBST AG

Skandinavische Sprachen kennen feine, aber entscheidende Unterschiede.

Che Natale sarebbe senza mela!

Imbacuccate in giacche, sciarpe, berretti di lana e guanti le persone amano andare a vedere le luminarie natalizie che addobbano strade, case e negozi. Una volta a casa ci si concede volentieri un mandarino con del punch e in molte case si sente il profumo di cannella, chiodi di garofano e vin brulé. Si avverte che siamo nel bel mezzo dell’Avvento. Sapevate che anche la mela è uno dei simboli del Natale?

Verdi, gialle o rosse, in Svizzera le mele si trovano tutto l’anno. La mela è il simbolo dell’amore, della bellezza, della fertilità, della tentazione e del peccato. Anche Adamo ed Eva non hanno saputo resistere a questo frutto rosso e lucido perdendo così il loro posto in paradiso. E anche Biancaneve si è fatta sedurre dalla mela cadendo morta al primo morso.

È la mela l’origine degli addobbi dell’albero di NataleCloseup on apple in chocolate glaze on plate

La mela non ha però a che fare solo con gli omicidi: una mela contiene numerose vitamine, minerali, microelementi, acidi di frutta e carboidrati facilmente digeribili. È quindi ideale per mantenersi in salute durante il freddo inverno. Per questo e poiché può essere conservata a lungo, ha avuto enorme importanza in passato nel nord dell’Europa dove si usava appenderla all’albero di Natale come addobbo. In seguito nacque l’usanza di colorarla di argento e d’oro, la mela divenne quindi il precursore delle palle di Natale che iniziarono ad essere prodotte per la prima volta nel 1830. Questa tradizione, disponibile inizialmente solo per le famiglie benestanti, si è diffusa successivamente anche tra la popolazione comune. Le palle di Natale colorate e luccicanti addobbano ancora oggi gli alberi di Natale di tutto il mondo.

Amata non solo a Natale

La mela ha sempre giocato un ruolo importante nella storia. Così è stato anche nel mito di Guglielmo Tell che con la sua balestra colpì proprio nel centro la mela posta sulla testa di suo figlio. La precisione è stata imprescindibile in quella circostanza, un colpo sbagliato avrebbe avuto infatti conseguenze fatali. Anche TRANSLATION-PROBST SA punta sulla precisione. Con traduzioni di alta qualità colpiamo nel segno presso il vostro gruppo di riferimento.

Forse quest’anno anche voi avrete un albero di Natale addobbato con le mele? TRANSLATION-PROBST SA vi augura un «golden» Natale e un nuovo anno all’insegna della precisione.

Raclette e Rösti: il padiglione svizzero a Milano. Un anticipo di EXPO 2015!

Nello scorso mese di maggio, mentre attraversavo il parco Sempione passando dalla famosa piazza del Cannone, che unisce il Castello Sforzesco all’Arco della Pace, ho intravisto dei visitatori in abiti alla Guglielmo Tell, con dei bei boccali di birra in mano! Ho pensato al mitico Professor Tell dell’agenzia di traduzioni di Roman Probst, e mi sono avvicinata incuriosita.                                                                  Gusto

Mi sono così trovata a vivere la prima tappa del Giro del Gusto (30 aprile – 11 maggio), iniziativa elvetica, che si è svolta all’interno e attorno alla “Casa Svizzera Mobile” , tipica costruzione svizzera tutta in legno che viene facilmente montata e smontata per i vari eventi. Questo speciale villaggio svizzero, costituito anche da vari stand, aree riposo e pic-nic, e un container dedicato ai trasporti, era già stato sperimentato con successo durante le Olimpiadi invernali di Sochi.

Nelle belle e calde giornate primaverili milanesi, molti visitatori hanno potuto degustare ed acquistare le varie prelibatezze svizzere. Ma non solo. Accanto ai panini con salsiccia, alle porzioni di raclette, ai rosti di patate, al succo di mele e ai vini, c’è stata tanta musica, folcloristica, jazz e classica; si sono svolti interessanti incontri a tema, sull’arte, il design, l’architettura, il turismo e il commercio;  si sono organizzati giochi e concorsi per i bambini.

La città di Zurigo e il Think Thank W.I.R.E. hanno ricordato che presto Zurigo e Milano saranno collegate dalla Nuova ferrovia transalpina (NFTA) che passerà attraverso la nuova galleria del San Gottardo, e che potrebbe già essere pronta per il 2016.

Questo tour iniziato a Milano e che proseguirà a Roma in settembre (dal 22 al 26) e a Torino in ottobre (dal 23 al 27),vuole essere un’anticipazione di Expo 2015, l’esposizione universale  che si terrà l’anno prossimo da maggio a ottobre a Milano. Il tema è Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Ogni Paese dovrà confrontarsi con le varie tematiche legate all’alimentazione, e cercare di proporre soluzioni innovative e sostenibili per salvare il nostro pianeta.

Finora sono 144 gli Stati che hanno aderito, e la Svizzera è stata la prima a firmare l’accordo di partecipazione. Il padiglione svizzero , con una superficie di 4432 m2, si presenterà con un grande spazio aperto e quattro alte torri, piene di prodotti alimentari svizzeri, messi liberamente a disposizione dei visitatori, che vedranno,man mano, diminuire le scorti alimentari. Il progressivo svuotamento delle torri , alle quali si accede tramite ascensori, vuole portare l’attenzione sul problema dell’eccessivo consumo di cibo nei paesi occidentali e far riflettere sulle proprie abitudini, invitando a una maggiore consapevolezza e sostenibilità.

Il progetto è della società di architetti Netwerch GMBH di Brugg e porta il nome “Confooderatio Helvetica”.

Vi aspetto numerosi a Milano l’anno prossimo e, se avete bisogno di maggiori informazioni, io sono qui!

Sito web tradotto in 14 lingue – ecco come comunica il Cantone di Zugo

Un Cantone, quattordici lingue: il Cantone di Zugo è la prima autorità a comunicare con i propri cittadini e turisti in molte più lingue rispetto alle sole lingue nazionali, ovvero anche in cinese, arabo, croato e molte altre. In questo modo il sito web del Cantone contribuisce in modo determinante all’integrazione. Grazie a quest’iniziativa il Cantone di Zugo svolge un ruolo da pioniere in Svizzera.

Dr. Marc Höchli, Kommunikationsbeauftragter des RegierungsratesImmigrati, turisti e anche aziende: tutti nel Cantone di Zugo giovano di una comunicazione aperta. Quando il sito web del Canton di Zugo è stato attivato in quattordici lingue, il Dr. Marc Höchli, responsabile della comunicazione del Consiglio di Stato, ha ricevuto esclusivamente feedback positivi. La spesa in termini finanziari e di personale si è mantenuta entro i limiti.

Se desiderate scoprire di più su questo progetto pionieristico in Svizzera, leggete l’intero articolo e l’intervista al Dr. Marc Höchli. Scoprite anche quanto costa un sito web in quattordici lingue e che cosa bisogna considerare dal punto di vista culturale.

Das Altstadt, das Wahrzeichen von Zug